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Un'instabile oggetto del desiderio
Ieri nuove affabulazioni visive dirette e suggerite dalle riflessioni del nostro Prometeo-Pappalardo.
Una chiave sospesa tra seni femminili suscita l’ultimo interrogativo al termine della nutrita galleria fotografica. Ultimo interrogativo, ma non il solo.
Sin dall’abbrivio Prometeo mette in guardia e sollecita nuove risposte lontane dall’ovvio, così come dall’eccesso di intellettualismi, ricordando come le linee e i volumi che definiscono il soggetto fotografico siano "depositi di senso" da indagare e (s)vestire con attenzione. Quel che non si comprende forse è tale perché sostanziato di qualcosa che nella sua valenza più profonda non è conosciuto ancora. Il primo sguardo può ingannare, distrarre, e occorre allenarsi a ricercare i contesti di riferimento del segno per sostanziarlo di consapevolezza.
Il viaggio culturale della serata si snoda attorno al tema del seno femminile nella fotografia d’autore.
Uno dei topos più discussi, addensamento di significati primi. Comunque oggetto del desiderio e della riappropriazione di un accordo con l’istinto ineliminabile di ricongiunzione alle origini; il confine tra luogo di nutrimento-madre, e carnalità di donna come oggetto e meta del desiderio erotico, sfoca mutando la prospettiva a seconda dei rinvii sociali, culturali e storici. Prima di ogni ulteriore focalizzazione.
Una parte anatomica che non può essere scissa, allo sguardo della mente, dalla funzione che esplica e dal concreto corpo di donna del quale fa parte. Ma allo stesso tempo si fa rimando che accoglie istanze psicologiche ed emotive di chi sofferma su di esso l’attenzione, e accompagna la percezione al flusso di coscienza e agli impulsi dell’inconscio sotteso.
Gioco di suggestioni e contaminazioni tra realtà, documentabile con lo strumento fotografico, e immaginario. Quest’ultimo colto nel suo dispiegarsi e nuovo farsi.
Inevitabile conferimento.
Un tema quindi solo parzialmente connesso alla fotografia di nudo, ma che attiene maggiormente alla dimensione del mito e dell’elaborazione fantastica che riveste la realtà.
Attraverso le prospettive di Uelsmann, Cartier-Bresson, Mapplethorpe, e degli altri autori passati in rassegna, abbiamo osservato come sperimentando scelte di straniamento, enfatizzazione, o semplificazione, va componendosi la poetica di un soggetto che può accogliere giochi di specchi e stratificazioni, senza perdere la sua intrinseca unitarietà e stabilità di configurazione. Un cerchio a cui tutto ritorna senza avere però esaurito il fluire del senso in un unico dialogo conchiuso.
di Giovanna Micali
Serata Prometeo
Perfetta analisi di una serata Prometeo al Sikanie. Puntuale, precisa e lucida la descrizione di Giovanna che è riuscita, a mio avviso, a raccontare con l'uso delle parole, riportandoci a quelle emozioni che noi abbiamo avuto il piacere di vedere e ascoltare dalla voce di Pippo Pappalardo. Grande Giovanna!!!
Grande Giovanna...
e... enorme Maurizio!!! Abbiamo capito che la foto ti piace ma sei il solito esagerato! ; )
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